Parodontologia

Cosa è la malattia parodontale?

La malattia parodontale è una malattia infettiva/infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica che colpiscono il parodonto, ovvero l’insieme di strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso.

La malattia parodontale, un tempo chiamata “piorrea”, è la causa più frequente di perdita dei denti negli adulti, provoca sintomi poco riconoscibili, può progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene.

La malattia parodontale, se trascurata, inevitabilmente progredisce, portando alla completa distruzione dell’organo di sostegno dei denti con comparsa di mobilità fino alla loro perdita.

Il parodonto è formato da gengiva, osso, cemento radicolare e legamento alveolo dentale.

La malattia parodontale si può prevenire e curare efficacemente?

Diagnosi appropiata

L’indagine accurata dei fattori di rischio (fumo,diabete,stili di vita..) e la diagnosi appropriata sono basi fondamentali per pianificare un piano di cura personalizzato con la finalità di ripristinare e mantenere i tessuti parodontali in condizione di salute.

Il Dott. Francesco Oreglia, specialista in parodontologia, segue, insieme ai suoi collaboratori, ogni singolo paziente per la cura della malattia parodontale, fino al raggiungimento dei migliori risultati possibili.

La causa principale della malattia parodontale è la placca batterica ma altri fattori influenzano lo stato di salute delle gengive.

La malattia parodontale cause e fattori di rischio.

Età

Studi scientifici indicano come le persone più avanti con l’età hanno una maggiore incidenza di malattia parodontale. Il 70% della popolazione oltre 65 anni è affetta da malattia parodontale.

Fumo

L’abitudine del fumo è seriamente interconnessa con molte malattie gravi quali neoplasie, malattie polmonari o cardiovascolari e altre affezioni. I fumatori sono anche sottoposti ad un maggior rischio di sviluppare malattie parodontali.
Gli studi hanno dimostrato che il fumo è uno dei più significativi fattori di rischio nello sviluppo e nella progressione della malattia parodontali.
La Società Italiana di Parodontologia (SIdp) organizzazione accademica che unisce i massimi esperti e specialisti in parodontologia, ha recentemente organizzato una campagna di sensibilizzazione volta prima ai colleghi odontoiatri e poi al pubblico dal nome “Stili di Vita”.
La campagna di informazione ripercorre non solo i danni prodotti dal fumo ma anche le potenzialità d’aiuto per la cessazione di questa abitudine, attraverso collaborazione con i centri antifumo presenti sul territorio nazionale.

Sindrome metabolica e Diabete

Per sindrome metabolica si intende una situazione clinica che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell’individuo.
Questi sono spesso correlati allo stile di vita della persona (peso eccessivo, vita sedentaria) o a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia, etc.) La sindrome metabolica è fortemente associata ad uno stile di vita poco salutare (dieta ricca di grassi e vita sedentaria) ed è predittiva di sviluppo futuro di diabete.
La parodontite è associata alla sindrome metabolica con un aumento dei parametri infiammatori sistemici, aumentando i livelli di lipidi e di glucosio.
La sindrome metabolica aumenta il rischio di sviluppo di diabete, una malattia che a sua volta aumenta il rischio di sviluppo della malattia parodontale.
Il diabete è presente nella popolazione mondiale intorno al 5% degli individui, ed in Italia è presente attorno al 3%, aumentando negli individui sopra i 65 anni, ovvero un individuo su 5 rischia di essere affetto da diabete.
La letteratura scientifica internazionale ha dimostrato come possa esserci un’associazione tra diabete non compensato e parodontiti e come la terapia parodontale unitamente al controllo glicemico possano portare ad un miglioramento di entrambe le condizioni di malattia.

Esercizio fisico

Fermo restando che la malattia parodontale è un’infezione di origine batterica e che ci sono dei fattori di rischio significativi, quali il fumo e diabete che possono influire sulla progressione della malattia, la ricerca scientifica si sta orientando nell’individuare lo stato di salute psicofisico, come un elemento importante nel rischio di sviluppo o di progressione di malattie infiammatorie.
Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato come l’esercizio fisico legato alla prevenzione di malattie cardiovascolari possa essere anche legato alla prevenzione o al miglioramento degli effetti terapeutici della malattia parodontale.

parodonto dentale

Genetica

La ricerca ha indicato che alcune persone possono essere geneticamente suscettibili alla malattia parodontale. Nonostante gli sforzi nel mantenere la bocca pulita e di proprio stile di vita appropriato, queste persone possono sviluppare fino a 6 volte un maggior rischio di contrarre la malattia parodontale. Identificare queste persone con dei test genetici potrebbe essere un’arma per una intercettazione precoce dei segni della malattia.

Pubertà, Gravidanza e Menopausa

Il fisico di una donna va incontro a continui cambiamenti ormonali. Attraverso lo spazzolamento, l’uso del filo e dello scovolino, una dieta sana ed un esercizio fisico corretto ed unitamente all’astensione del fumo, si può mantenere una salute orale buona per tutto il periodo della vita. Tuttavia ci sono momenti come pubertà, gravidanza e menopausa che possono creare delle necessità particolari per il fisico. Durante questi periodi, la donna è sottoposta a cambiamenti ormonali che possono manifestarsi sui vari tessuti del corpo e anche sulle stesse gengive, rendendole particolarmente sensibili o magari reattive ai cambiamenti ormonali. Questo può renderle più suscettibili alle malattie gengivali, inoltre, recenti studi hanno suggerito che una donna in gravidanza con malattia parodontale può avere un aumento del rischio di partorire un bimbo prematuro o sottopeso. Anche per questo le visite specialistiche parodontali permangono una intercettazione precoce e la cura della malattia parodontale.

Lo Stress

Lo stress interferisce con la salute generale, in particolare con l’ipertensione, il tumore, la depressione ed altre problematiche. Molti non sanno che lo stress è anche un fattore di rischio della malattia parodontale, le ricerche scientifiche dimostrano che lo stress rende il nostro organismo meno abile nella difesa verso le infezioni, fra le quali è inclusa la malattia parodontale.

Digrignamento e Bruxismo

Qualcuno vi ha mai detto che digrignate i denti durante il sonno? Questa forma di parafunzione si chiama bruxismo ed è un evento relativamente comune. Serrare e digrignare i denti attraverso il bruxismo possono portare a scaricare una forza eccessiva sui denti e sui tessuti di supporto che a loro volta possono facilmente sviluppare gli esiti di perdita di attacco osseo in soggetti affetti da malattia parodontale.

Il Sondaggio parodontale

L’ esame diagnostico principale per valutare la condizione dei tessuti parodontali e lo stato di salute delle gengive è il sondaggio parodontale. Serve a verificare la presenza e l’eventuale localizzazione delle tasche parodontali e il loro livello di infiammazione, principali segni clinici della malattia parodontale. Il sondaggio parodontale è patognomonico sia sui denti che sugli impianti. Questo esame viene eseguito attraverso uno strumento graduato che si chiama sonda parodontale con la quale si misura la profondità del solco gengivale presente attorno a tutto il dente.

In condizioni di salute il solco gengivale misura fino a 3-4mm; dai 5 mm in poi siamo in presenza di una tasca parodontale che può manifestare o meno il sanguinamento al sondaggio, segno evidente del processo infiammatorio. Attraverso un software dedicato possiamo registrare in una cartella una serie di indici che ci permettono di valutare la condizione generale del cavo orale. Si rileva oltre alla profondità di tasca, l’indice di placca, l’indice di sanguinamento, le recessioni, il grado di compromissione delle forcazioni e quello di mobilità di ogni elemento.

Il sondaggio è uno degli esami più importanti per valutare e soprattutto monitorare lo stato gengivale, la registrazione di questi valori è fondamentale per poter confrontare nel tempo il mantenimento di una data condizione o valutarne un eventuale peggioramento, identificando in maniera esatta e precisa dove questo è avvenuto e con quale gravità.

Status radiografico

Lo Status radiografico è un ausilio fondamentale nella diagnosi di malattia parodontale e nella successiva impostazione terapeutica in quanto l’immagine radiografica fornisce importanti informazioni non solo sull’altezza e la quantità di osso residuo, ma anche sulla morfologia.

Il sondaggio parodontale dev’essere quindi sempre associato ad una valutazione quantitativa e qualitativa della perdita di osso orizzontale e verticale, ottenibile tramite la divisione delle arcate dentarie in sestanti e l’esecuzione di rx endorali.
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Test genetici

Esistono dei test su DNA che forniscono informazioni precise sulla suscettibilità genetica del paziente e sulla presenza e quantità di patogeni associati alla malattia parodontale. Nella pratica clinica si può valutare dalla diagnosi e dalle immagini radiografiche se la malattia è presente, ma non le informazioni per determinare la personale suscettibilità genetica del paziente ed il carico infiammatorio che causa la patologia parodontale.

Il test su DNA consentono di conoscere:
- la suscettibilità genetica del paziente: il test identifica nel dna del paziente 4 regioni variabili associate ad una sovrapproduzione del mediatore infiammatorio interleuchina 1 (IL-1) che provoca un eccesso di risposta flogistica a livello dell’osso alveolare con riassorbimento osseo per iperattivazione degli osteoclasti;
– la quantità relativa di patogeni: il test riconosce il dna di specifici batteri strettamente associati alla parodontite presenti nelle tasche parodontali determinandone il rapporto quantitativo con la flora saprofita.

Il test parodontale o peri-implantare può essere rivolto a tutti i pazienti asintomatici con o senza storia familiare di parodontite e in pazienti parodontali per valutare l’intensità della risposta immunitaria e identificare fattori che possano influenzare la diagnosi a medio e lungo termine.

Diagnosi

In prima visita attraverso un semplice test di screening definito PSR (periodontal screening and recording) è possibile riconoscere la presenza della malattia parodontale, l’entità della stessa ed impostare le ulteriori fasi diagnostiche e terapeutiche.
L’approfondimento diagnostico d’elezione è rappresentato dal sondaggio parodontale che consiste nella misurazione della profondità del solco gengivale che è lo spazio presente tra il dente e la gengiva attraverso una sonda parodontale.

Tutti i dati vengono raccolti in software dedicati con cartelle parodontali in modo da raccogliere tutti i parametri parodontali (profondità di sondaggio, entità delle recessioni, perdita di attacco clinico, indice di placca, indice di sanguinamento) costituendo un elemento imprescindibile di confronto durante tutte le fasi di terapia e a medio lungo termine nella fase di mantenimento per monitorare la stabilità delle cure.

L’attentata compilazione della cartella parodontale analizzando diversi dati del paziente ci aiuta a distinguere i vari livelli di rischio alto, moderato o basso della malattia parodontale.

Terapia Chirurgica

La terapia chirurgica parodontale è un elemento aggiuntivo alla terapia meccanica non chirurgica e ha come finalità il ripristino della morfologia gengivale, ossea e dentale atta a facilitare l’igiene orale domiciliare per il controllo dell’infezione a lungo termine.

La terapia chirurgica agisce sugli esiti della malattia parodontale ed avviene, in termini temporali, dopo la terapia causale spesso non chirurgica, la quale deve assicurare una completa risoluzione del quadro infiammatorio.

I risultati che deve garantire la terapia chirurgica sono: la riduzione della profondità di sondaggio (tasche) con modificazioni del livello di attacco clinico e la recessione del margine gengivale.

Ci sono diverse tecniche chirurgiche:

– La chirurgia per accesso, che consiste nell’apertura della gengiva e la strumentazione meccanica a cielo aperto della superficie radicolare.

– La chirurgica resettiva, che mira a eliminare fisicamente la tasca attraverso la resezione di tessuti molli e duri e la ricreazione di una nuova architettura ossea e gengivale.

– La chirurgia rigenerativa, che si può applicare solo in determinate situazioni, attraverso la quale ottenere un guadagno di tessuto di supporto.

– La chirurgia mucogengivale, finalizzata alla correzioni delle alterazioni dei tessuti molli; come la copertura radicolare di un dente che presenta una recessione gengivale singola o in più elementi.

La Terapia Causale non Chirurgica


La terapia parodontale è volta a prevenire la malattia, o nel caso sia presente, di arrestarne la progressione o ridurre l’insorgenza delle recidive.

La terapia causale non chirurgica è tesa da un lato alla rimozione dei microorganismi responsabili e dall’altro ad influenzare le variabili ambientali (igiene orale e fumo) e sistemiche (controllo del diabete) che costituiscono i fattori di rischio.

La rimozione dei microorganismi avviene attraverso il controllo della placca batterica. Essa è costituita da un biofilm che è l’insieme di varie specie batteriche unite tenacemente tra di loro

La placca che si calcifica è definita tartaro, che è un deposito mineralizzato fortemente adeso al dente che facilita l’ulteriore colonizzazione batterica.

Il paziente ha il compito di controllare la placca sopra-gengivale attraverso l’igiene orale domiciliare ben accurata. L’igienista dentale e l’odontoiatra devono istruire il paziente personalizzando le tecniche d’igiene da applicare, avvalendosi di sistemi di verifica e costanti rinforzi motivazionali durante le sedute d’igiene.

Devono inoltre effettuare un controllo sottogengivale della placca e del tartaro attraverso una terapia meccanica per eliminare i depositi presenti sulla superficie dentale.

Si utilizza una terapia combinata attraverso strumenti manuali (curette) e strumenti meccanici (sonici e ultrasonici) con le quali vengono rimossi i depositi duri e molli lasciando le superfici radicolari pulite e lisce.

La terapia ha come obiettivo finale la risoluzione, o quantomeno la riduzione del processo infiammatorio gengivale. Si avrà una riduzione del sanguinamento al sondaggio, della profondità di sondaggio (tasche) e nel miglioramento del livello di attacco clinico.

L’alleanza medico-paziente gioca un ruolo fondamentale, in quanto è dimostrato da una letteratura scientifica decennale, che solo attraverso un sinergico controllo di placca ambulatoriale e domiciliare possono essere ottenuti buoni risultati e mantenuti nel tempo.

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Parodontologia
La malattia parodontale si può prevenire e curare efficacemente.
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Prevenzione
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Il nostro servizio odontoiatrico

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Assieme al paziente verranno considerate tutte le diverse opzioni terapeutiche, un attento esame del cavo orale e se necessario una raccolta dati come fotografie, radiografie e modelli studio.

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